Paesaggio lungo la Via Francigena sulla costa della Francia del Nord nei pressi di Petit Blanc-Nez

Preparazione Via Francigena

Come allenare corpo e mente e partire preparati

Preparazione e allenamento

La Via Francigena è un cammino lungo e vario, che alterna strade sterrate, asfalto e sentieri di montagna. Non presenta difficoltà tecniche particolari, ma richiede resistenza e continuità.

Tuttavia, esistono tratti montuosi completamente isolati, con frequenti saliscendi e dislivelli importanti. Succede soprattutto nell’ultimo tratto francese, come nella tappa verso Pontarlier fino alla sorgente del fiume Loue, o in Svizzera. Anche in Italia il percorso mette alla prova, tra le Alpi in Valle d’Aosta e gli Appennini dopo Fornovo di Taro, dove è importante prestare attenzione. Ad esempio, nella tappa verso Pontremoli, dopo il passo della Cisa, la discesa verso Groppoli sulla pietraia mette a dura prova ginocchia e legamenti.

Più che la difficoltà tecnica, però, è la durata nel tempo a fare la vera differenza.

Serve allenamento?

Camminare è un gesto naturale, quindi non serve una preparazione specifica. È però fondamentale abituare il corpo a uno sforzo costante e ripetuto.

Mi sento di suggerire questi semplici consigli:

L’obiettivo è partire con una buona base fisica, per potersi godere il cammino e il paesaggio senza dolori o affaticamenti.

Durante il cammino

La cosa importante da ricordare è che non è una gara. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi.

Nei primi giorni è normale avvertire fatica o piccoli dolori, ma il cammino stesso diventa allenamento: settimana dopo settimana si diventa più resistenti, la camminata diventa più fluida e i fastidi diminuiscono.

Tieni anche in considerazione che le parti inglese e francesi del percorso sono per lo più pianeggianti; questo permette al corpo di allenarsi gradualmente prima di affrontare le salite più impegnative, che si trovano nel tratto finale francese e in territorio svizzero e italiano.

La difficoltà reale

La Via Francigena è alla portata di un camminatore “medio”, ma richiede:

L’aspetto mentale

Più ancora della preparazione fisica, conta la testa. È un viaggio lungo, della durata di circa tre mesi e mezzo, in cui si cammina praticamente tutti i giorni e che va affrontato passo dopo passo.

Ci saranno momenti difficili: stanchezza, meteo sfavorevole, piccoli dolori o semplicemente poca voglia di camminare. In quei momenti la costanza e la determinazione faranno la differenza. È importante mantenere un atteggiamento mentale positivo e non lasciarsi scoraggiare dalle avversità.

Una mente positiva aiuta il corpo a superare gli ostacoli: non per niente il mio motto è Dove non arriva il corpo arriva la mente, e la mente trascina il corpo.

La solitudine e il ritmo

In alcuni tratti, soprattutto all’estero, è possibile camminare da soli per intere giornate, su sentieri sperduti. Per qualcuno è un valore, per altri può essere una difficoltà: è importante esserne consapevoli prima di partire.

Crearsi una routine quotidiana aiuta molto: orari regolari, pause durante la giornata, organizzazione della tappa successiva. Questo ritmo, semplice ma costante, permette di arrivare lontano senza stress.

Il segreto

Non serve essere atleti: basta la costanza. È un cammino adatto a tutti, giovani e meno giovani.

Un passo dopo l’altro, affrontando le sfide di ogni giorno con serenità, è così che si arriva lontano… magari fino a Piazza San Pietro a Roma.

Copertina del libro Via Francigena a piedi da Canterbury a Roma

Il mio libro sulla Via Francigena da Canterbury a Roma

Nel mio libro ti racconto come il corpo e la mente si sono adattati al cammino, trasformando la fatica iniziale in forza e consapevolezza lungo oltre 2.200 km.

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